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IL LAVORO DELL'ASINO |
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IERI Fino alla metà del secolo scorso l’asino lavorava nel vero senso della parola (non a caso si dice “sto faticanno com’ a ‘no ciuccio!”) ; esso veniva adibito al trasporto dei materiali più diversi, quali legna, carbone, acqua, farina, cereali, foraggio, prodotti ortofrutticoli, ma anche materiali da costruzione come tegole e pietre (ricordiamo che anche S.Guglielmo si servì di un asino prestatogli da una famiglia di contadini per la costruzione dell’abbazia del Goleto intorno al 1128), sia tramite attacco al carro agricolo, sia caricato direttamente a basto (anche detto “varda” in dialetto irpino);altri impieghi erano nella molitura dei cereali, nella pigiatura e torchiatura dell’uva, nel traino di attrezzi agricoli leggeri quali erpici e piccoli aratri. Con la diffusione delle macchine agricole, negli anni ’60-’70, l’utilità dell’asino è andata diminuendo e questo splendido animale ha rischiato di scomparire. Un ulteriore colpo è arrivato dalle politiche di sviluppo perseguite nella nostra provincia negli anni ’80, quando all’indomani del grave sisma, si pensò di passare ad un’economia di tipo industriale. L’abbandono dei campi in alcune zone continua ancora oggi.
OGGI L’asino, tuttavia, ha saputo resistere ai cambiamenti e grazie al suo carattere docile ed al suo prezioso lavoro si è guadagnato la riconoscenza e l’affetto di quei lavoratori agricoli che hanno continuato ad accudirlo anche quando “non serviva più”. Oggi il loro numero è in leggera crescita, perché altre qualità dell’asino sono venute fuori e si stanno facendo apprezzare. Lo stress della vita moderna ci spinge a ricercare un po’ di pace, un po’ di silenzio, una via di fuga dal caos e dalla frenesia delle città: l’asino, col suo passo lento e sicuro ci conduce per sentieri tranquilli, aiutandoci a trasportare il bagaglio in cambio di un po’ di carezze, quel contatto che sempre ricerca con l’uomo. Questo contatto si esalta, poi, nelle attività di pet-therapy, campo in cui l’asino, per la sua docilità, la piccola mole ed il pelo morbido è particolarmente apprezzato. Ma il regalo forse più grande è il suo prezioso latte, che torna particolarmente utile in pediatria, dato che il numero dei bambini polintolleranti dal punto di vista alimentare è in continuo aumento. E comunque l’asino è sempre un bellissimo animale da compagnia, che ci aiuta a tenere puliti non solo boschi e campagne, ma anche prati ed aiuole. In questa chiave ancora oggi l’asino può essere protagonista nel nuovo corso dello sviluppo sostenibile ed eco-compatibile delle aree rurali. |